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La straordinaria banalità degli amori degli altri

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La straordinaria banalità degli amori degli altri
BoJack Horseman, il personaggio creato da Raphael Bob-Waksberg

L’amore pretende i riflettori, le relazioni, invece, la luce naturale. C’è una scena in Singin’in the rain di Gene Kelly e Stanley Donen: l’attore, con sorriso magico e passo di danza, conduce Debbie Reynolds in un teatro vuoto di posa, perché “non sa parlarle senza l’ambiente adatto”: la macchina del fumo porta la nebbia dai monti lontani, cinquecento mila kilowatt hanno acceso le stelle e un occhio di bue regala il chiaro di luna.

L’artificio dell’amore si realizza nell’unico luogo possibile: gli Studios di Hollywood. Ma una volta che Don Lockwood/Kelly finisce di cantare You Were Meant for Me e il passo a due si conclude, la telecamera si è spenta, l’azione interrotta e la ripresa rimandata al giorno successivo, del sentimento, incantesimo e passione, cosa resta? La quotidianità, o meglio: tutto quello che ognuno conosce già perfettamente. La vita.

Raphael Bob-Waksberg – sceneggiatore e creatore della serie animata BoJack Horseman, distribuita da Netflix –  nel suo libro d’esordio Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata (Einaudi 2021, traduzione di Marco Rossari, pp. 280) si pone come traguardo un alto obiettivo: trovare della straordinarietà nella banalità delle vite sentimentali di tutti.

Diciotto schegge, storie che sono anche monologhi o elenchi puntati, liste non molto diverse dagli appunti giornalieri e che si aprono come case di bambole negli interni, tra solitudini ed incomprensioni.

Superfluo non pensare a un tentativo di emulazione di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (sempre Einaudi), più celebre raccolta sulla quotidianità e riflettore sulla pausa più che sull’azione, eppure Raphael Bob- Waksberg scende in campo sulla pagina per giocare principalmente con le sue armi più potenti in dotazione: sarcasmo da stand-up comedian e cinismo di una generazione precaria, nata nell’ultima coda di ottimismo degli anni Ottanta e l’incertezza di un futuro tutto sulle spalle.

Soprattutto l’autore non ha paura di mischiare umorismo e racconto sentimentale, aggiungendo e rischiando con la somma di altri generi: il surrealismo de L’occasione più lieta e propizia, in cui viene messo a tappeto tutto il cerimoniale vuoto ma obbligatorio del matrimonio, si alterna all’epica Marvel de Gli Emergenti, coming of age pieno di sbronze paragonate a lotte interstellari, concerti e fidanzamenti sbagliati o alle aperture spazio- temporali nei mondi possibili di Noi uomini di scienza.

Eppure, nonostante la raccolta faccia sorridere a denti stretti, quel tanto che basta per non esagerare, i riferimenti che si perdono tra le pagine rincorrono più degli esempi dal cinema e dalla televisione che dalla letteratura contemporanea. Come non pensare ai tragicomici traslochi dopo una violenta rottura della serie Love (2016) di Judd Apatow, leggendo Catalogo dei pranzi con la persona che ti ha scaricato? A (500) giorni insieme (2009) di Mark Webb seguendo le indicazioni di Regole per Taboo? Per non parlare de Il diario dei fatti, racconto in sceneggiatura che sembra richiamare a intermittenza tutta le atmosfere della filmografia di Sofia Coppola, da Lost in Translation a Somewhere.

È questa la grande frattura o il passo generazionale tra il minimalismo di Carver e la scrittura di Raphael Bob- Waksberg: dove prima il respiro, il dettaglio o un bicchiere di gin diventavano giganteschi semplicemente perché trascritti nella pagina del racconto, il creatore di BoJack Horseman ha bisogno che la vita, l’amore o la delusione prendano lo spazio di una proiezione da grande schermo per esistere o per essere “semplicemente” straordinari.

Forse anche risultato di una classe umana focalizzata nella narrazione dell’io – dalle pagine social agli editoriali dei quotidiani –, eternamente dedicata a rendere unico ogni momento della propria vita, più che a sacrificare la propria attenzione al racconto di cosa succede fuori dalla porta di casa.

Il risultato di Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata, anche se sopra le righe ed eccentrico, sa restituire anche dei toni da commedia di Ivan Reitman. Una lettura divertente da accompagnare ai daiquiri bevuti sulla spiaggia messicana ne Il diario dei fatti.

Ma se cercate risposte all’amore o alle relazioni, si consiglia di spostare l’attenzione su un’altra lettura. Del resto anche Raymond Carver non aveva le idee così chiare, figuriamoci Raphael Bob-Waksberg.