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Il tempo della poesia/4

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Il tempo della poesia/4

Quarta puntata della nostra rubrica dedicata alla poesia. Tortuga ha chiesto a Gisella Genna, giornalista e poeta (sotto la sua biografia), di selezionare una volta al mese un paio di testi di un autore o di un’autrice che ama e che le piace condividere. La speranza, è che possiate “innamorarvi” anche voi. Sotto alcune informazioni sulla poetessa scelta per il mese di aprile. E, in fondo, la scheda biografica di Gisella Genna.

L’autrice

Silvia Bre è nata a Bergamo nel 1953 e vive a Roma; poeta e traduttrice, le sue raccolte di poesie sono I riposi (Rotundo 1990), Le barricate misteriose (Einaudi 2001), Sempre perdendosi (nottetempo 2006), Marmo (Einaudi 2007), La fine di quest’arte (Einaudi 2015), Le campane (Einaudi 2022). Ha tradotto, tra l’altro, Il canzoniere di Louise Labé (Mondadori 2000) e da Emily Dickinson Centoquattro poesie (Einaudi 2011), Uno zero più ampio (Einaudi 2013), Questa parola fidata (Einaudi 2019).

 

Le poesie scelte

(da Marmo, 2007)

Non c’è cosa ch’io dico che non dica
ch’io vivo un’altra vita che è più viva
di questa stessa mia che vivo e dico.
È come fosse un palmo sottoterra,
tra semi che magari fioriranno –
un po’ più sotto è dove stanno i morti
a scalciare in eterno oltre la vita.
E lì io me ne resto muta: aspetto,
continuo ad aspettare, aspetto ancora,
non mi fermano il sole né la luna,
fino a che arrivi il verde e copra tutto
fino al mio cuore aperto alla gran vista.
Pare che sia così la gioia dura
d’un eremita in cima a una colonna
nel deserto.

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(da Le campane, 2022)

Il corpo è il rintocco della presenza,
vuole coincidere. Fossero qui, le campane.
Invece l’essere in loro è così disteso
in uno splendore che retrocede.
Nel suono d’oro si dibatte la realtà
martella le tempie andandosene
tra le campane che si slegano in mondi
e chi prova a fermarle perde, perde
l’elusione scintillante che detengono.
Andare andare via sulle onde
come dietro un’icona adorata
da ere piú vaste di questa, di noi
senza missione nessun destino mai, e sai
che quel lontano è amare amare tanto.
E stai, a sentirle da qui
avendo un posto, un albero maestro da obbedire
un campanile per far sbraitare il bronzo
mentre parli a voce bassa col morire. E dormi
nella guglia dello sguardo, sul ciglio
che inchioda gli storditi
chi ha contemplato il sole
l’alba del prima, il trono del reale.

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Gisella Genna è nata nel 1973 a Milano, dove vive e lavora. Giornalista e docente, si occupa di moda. A marzo 2020 è uscita per Interno Poesia la sua prima raccolta in versi Quarta stella. Si sono occupati della sua poesia blog letterari e riviste cartacee e online tra cui La Lettura – Corriere della Sera, la Repubblica, Atelier, La dimora del tempo sospeso, Carteggi Letterari, Il Rifugio dell’Ircocervo, Rai Poesia, Inverso, e altri.