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Dynowish, il protettore dei sogni arriva a Lugano

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Dynowish, il protettore dei sogni arriva a Lugano
La statua di Dynowish

Si chiama Dynowish e il suo compito, importantissimo, è proteggere i sogni. Lo fa nei libri scritti da Paola Myriam Visconti e nelle piazze in giro per il mondo dove arriva in versione statua: un po’ dinosauro un po’ unicorno, gigantesco (è alto più di tre metri) e scintillante d’oro.

Paola Myriam Visconti

Al Mompracem festival ci sarà anche lui (non la statua che si trova attualmente a Firenze) ma il suo messaggio. Che arriverà a tutti i bambini (e non solo) grazie alla presenza dell’autrice (Intervistata dalla giornalista Carla Colmegna) e a una mostra dei disegni realizzati dagli allievi delle scuole di Lugano e ispirati a lui. Opere tra cui, al termine del festival, una giuria di esperti sceglierà e premierà la più originale insieme ad altri 2 finalisti.

Paola, come nasce Dynowish?

“Come iniziativa benefica per l’organizzazione Tamanna che ha sedi in diversi Paesi e che si occupa di bambini gravemente malati o in difficoltà. Mio marito Antonio Signorini, che è uno scultore, stava organizzando una grossa mostra a Beirut quando venne contattato da Tamanna: “Perché non realizza per la nostra associazione un’opera-simbolo?”. Lui era un po’ in difficoltà perché non aveva mai progettato una statua per bambini e così ha deciso di coinvolgere i nostri due figli che oggi hanno 8 e 10 anni”.

E loro come lo hanno aiutato?

“Leonardo ha fatto la sua scultura: un dinosauro. Ginevra, invece, ha realizzato un unicorno. È stato allora che mio marito ha pensato di combinare queste due creature ed è venuto fuori Dynowish. Dorato perché ai bambini piaceva così”.

Da allora la statua gira per il mondo.

“Esatto. Adesso si trova a Firenze, poi abbiamo in programma di andare a Milano, Londra Vienna… Viaggia per sostenere iniziative benefiche e perché il compito di Dynowish è proteggere ovunque i sogni. Dei bambini e non solo. L’equivalente della sua bacchetta magica è il corno, basta toccarlo per ridare vita ai propri sogni”.

Ma Dynowish è anche il protagonista dei suoi libri.

Sì. Dalla statuta sono nati i romanzi. Il primo, una sorta di prologo, è Dynowish e la vera storia dei sogni abbandonati. Mentre quest’anno è uscito Le lacrime della luna. Dynowish e il prossimo uscirà in autunno. In tutto sarà una saga in otto capitoli”.

Diceva “i sogni dei bambini e non solo”.

“Assolutamente. Tantissime mamme mi hanno scritto: “Mentre leggevo il libro per i miei figli pensavo a me”. Uno dei messaggi di Dynowish è che non è mai troppo tardi. Ed è vero. Io desideravo fare la scrittrice da quando avevo sette anni. E volevo essere una mamma. Lo sono diventata tardi, dopo i quarant’anni, anche perché non mi sono mai arresa”.

Non aveva mai scritto prima?

“Scrivevo per me, per i miei figli, ma senza l’idea di pubblicare. Ho studiato Legge ed Economia e commercio, ho lavorato in ambito legale, ho collaborato con mio marito, gli davo una mano sul fronte organizzativo. Mi sono anche laureata in Storia romana antica e ho lavorato per un po’ in ambito universitario. Diverse cose, insomma”.

L’anno scorso ha pubblicato un altro volume della serie intitolato Missione pianeta pulito perché, ha spiegato, i sogni non dovrebbero riguardare solo noi ma la collettività.

“È così. Del resto se distruggiamo il pianeta non ci sarà più spazio per nessun sogno. E, perché, come dico sempre ai bambini, la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri”.

C’è qualche sogno che le è stato raccontato e che l’ha colpita più di altri?

“I bambini a volte confondono i desideri immediati, tipo vorrei quel certo gioco, con i sogni “grandi”, come quello che vorrei fare nella vita. Ma se dicono “farò l’astronauta” non hanno dubbi sul fatto che succederà. Devo essere onesta, a colpirmi più di tutti sono i sogni che gli adulti hanno messo da parte. Sono i grandi che hanno più bisogno di essere incoraggiati”.

Al Mompracem viene anche presentato il trailer del cartone su Dynowish. È un film? Una serie?

“Una serie. Credo che dovrebbe essere pronto fra un anno. È un lavoro piuttosto lungo e complesso”.

Lei ce l’ha ancora un sogno da realizzare?

“Vivere con i miei figli in un luogo isolato, lontano da tutto e scrivere”.